mercoledì 13 gennaio 2010

Underhand

Vorrei che i miei passi avessero il peso di una nota di pianoforte, tornare a camminare sullo specchio dell'acqua.
Fermo in questo spazio, un pianoforte che suona, picchia dentro. Come minatori picchiano la terra ferma, a scavare via ciò che nasconde, chi si è nascosto. Dai sogni caduti, dagli eroi morti, dalle vite spezzate che tanto avevi colorato sul tuo cartone da pastello e che acqua fredda ha dissolto. Dorme, si ripara, non vuole vedere più.
Eterno letargo dei sentimenti a cui non credi come un tempo. Sembra passato un secolo da quando ti incontrai la prima volta. Eri li, eri stato sempre li. Perso chissà in quale cassetto dei miei armadi celebrali. Spesso non ti ho saputo ascoltare. E ancora oggi vesto mani da bambino per non sentirti. Eppure il piano continua ad incedere. Sa che dopo la maratona alle false maschere, o perchè no, alla vita del banale di cui gli spettacoli delle marionette ci raccontano nei loro intrecci, mi fermerò a guardare indietro i passi fatti, per poi cancellarti dalla memoria.
Ho imparato troppo da te, per perdere davvero tanto, scoprendo quanto alla gente non piaccia affermare di conoscerti. E chi può biasimare un affamato che non ha di che mangiare, se non vuole conoscere la fame e dimenticò di avere uno stomaco per farlo.

Sarebbe giusto tornare a cercarti?........cuore


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Destruction of the Army of Sennacherib

Destruction of the Army of Sennacherib
Sennacherib, in lingua accadica " Sin (Il Dio della Luna) ha preso mio fratello al mio posto" . Dal secondo Libro dei Re, Cap. 19: "..in quella notte l'angelo del Signore scese e percosse nell'accampamento degli Assiri 185.000 uomini."