
martedì 23 novembre 2010
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Snow Roses
lunedì 15 novembre 2010

Una bottiglia al vezzo delle sue paure, posata all'angolo della balconata, pende nel vuoto mentre versa tutto il suo nettare nelle bocche dell'incapace, perché bene si nasconde tra le acque del lago incantatore, nel quale si getta in corsa. Il suo tuffarsi non merita attenzione, se il mare lo sommerge e non c'è forza che risponda alla compressione del corpo.
Solo, fluido nel fluido acceca i suoni gracchianti delle sirene della città, che a guardia di tanto affanno, ci muore dentro da secoli.
E intanto scorre contro te stesso tutto, placca il petto, blocca la bocca, immerge fuoco nel fiume contrario dei treni cechi della sua perfidia, monta cavalli dalla criniera di terracotta, sepolta nel dimenarsi di viva inerzia sociale e preconcetti fallimentari mal riposti in menti chiuse da piloni di idee, che se a cadere fossero loro, tutti pregherebbero perché fosse la sola cultura a morire e rinascere, perché imprigiona ciò che libera, il sol arbitrio di un uomo che è l'ascoltare il suono della pioggia.
Si arrampicano, si dimenano e soppalcano, castelli di ferro in comodo rivestimento di lana rossa del sangue dei miei. Montano pezzo su pezzo la babele delle mille lingue che nessuna lingua parla, perchè ogni voce confonde l'altra, e mentre sono corretto con le mie idee, dimenticò che cosa era la libertà che pregavo, invadendo la casa dei miei vicini, a morire i profani della torre, per scoprire che vittima e bestia erano la stessa identica GOCCIA.
sabato 6 novembre 2010
Anima Nera
Anima nera
Che risplendi nei miei occhi
Nascosta
Alle menzogne dei sorrisi
Ti nutri
Invisibile
Del sole che t'investe
I campi di grano
Coltivati dal buon seminatore
Arsi nel fuoco
Del tuo risveglio
Mordimi ancora
Lascia scorrere il sangue
Fino al tuo boccale
Proteggimi
Dalla bianca veste
Che il corpo s'è fatta
E scuoti
Le maree
Dei miei pensieri
Non restare nell'ombra ancora
Ma irrompi
Nel cuore
Che da lungo tempo si trascina carponi
In vita natural durante
Premi
Per smuovere
Le mura che ci circondano
Distruggi
Per ricostruire
Il mondo che ci percuote
Morendo
Rinasce la mia anima
Come fenice
Dalle fiamme
Voglio ardere
Destruction of the Army of Sennacherib
Sennacherib, in lingua accadica " Sin (Il Dio della Luna) ha preso mio fratello al mio posto" . Dal secondo Libro dei Re, Cap. 19: "..in quella notte l'angelo del Signore scese e percosse nell'accampamento degli Assiri 185.000 uomini."
