Anyway, versando crespe lacrime, vino sobrio alle pareti di un bicchiere rotto e gocce d'acqua granulari. Striscia a terra verso le luci divertite di un party monosillabico. Ogni maschera è figlia del proprio ego, ogni sfumatura disegna linee curve attorno alla geometria della propria monotonia, senza accordare rilevanti note di enfasia.
Tratto nero su piano bianco, crogiola la china sul foglio in pietosa attesa di una mano che non ha più nulla da dire.
Verso in riversata cascata di rimorsi e persi in riprese senza trama, sangue scorre fuori dal traffico a imbucarsi in una strada senza via, ne piazza, senza Io.
Ho buttato giorni come vuoto a rendere, in sacchi di plastica pieni di indifferenza per la vita senza, mai rendere conto al tempo e a chi diceva di non capirmi.
Ho trovato tutto ciò che mi serviva in un fiore e anche allora, mi son sentito troppo piccolo di fronte a tutto. Chi ha poco da osservare si lascia incantare da una stella accesa al buio sconfinato della luna, mentre al mattino, alla luce più chiara di un sole che tutto vede, il vasto panorama acceca e disorienta il viaggiatore che dalla vetta più alta dei suoi desideri, si piega al dono più grande dell'uomo: la scelta.
Se ci fermiamo a guardare bene un volto, possiamo scorgere due sagome intente in un bacio di carne, di profilo sorprese, nel lungo rincorrersi. Forse ogni metà di noi stessi cerca la propria felicità, ma essendo parte dello stesso volto, l'eterno polo contrario ci renderà imperfetti e spesso vedremo i nostri echi piegarsi alla volontà del lato opposto, forza imprescindibile dalle nostre azioni. Giusta e contraria al nostro volere, è tutto ciò che non vorremmo.
Se un giorno riusciranno a sfiorare le labbra, tutti saranno unici e distinti per se stessi, ma non riconosceranno il vicino quando gli chiederà dell'acqua se ha sete, e non leveranno gli occhi oltre il naso, perché fuori da noi, non piove, non nevica, non gela, non ama.
Una visione fin troppo apocalittica, a cui nessun essere per umana natura auspicherebbe, e pur tanto vera nel presente quanto eterea nella vita di comuni, speciali, macchine umane.
Il mio amico Zara proclamò: "Mistificherò la vostra vita, fino a scomporre il puzzle che vi lega, lego senza logica, ego senza forma, disperderò l'anima nel tempio che vi è dovuto perché rinchiuso in stanze senza luce l'io della moltitudine muore soffocato dall'individuo. Distruggerò il composto perché futile e stupido, non conoscete l'intero potere del caos."
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