domenica 17 ottobre 2010

Pazzo volere

Vorrei imparare a suonare. Esprimere in rime ritmiche il mio stato d'animo. Dare un suono ad ogni oggetto che mi circonda e dare la voce a chi parole da raccontare non ha. Passando le dita sulle corde, vorrei toccare le tue fino a farle vibrare. Con due colpi sul pianoforte, potrei far scendere una foglia dall'albero anche se sei in piena città, oppure disegnare un campo di grano e farti sentire le spighe lasciarsi andare al vento.

Vorrei saper disegnare. Stampare su lucido vecchie fotografie usando i miei occhi come obiettivo e lasciar andare la mano sulla tela come un click della mia reflex. Potresti toccare ogni colore così come riesci a toccare l'istante quando passa. Poggiando il pennello sul tavolo, dimenticare che siamo in un film e aspettare che l'intervallo finisca. E potrei capire dal tratto come ti sentivi, ricordare le tue attese, tutto ciò che pretendevi dalla vita, insieme a quello che hai perduto.

Vorrei scrivere. Tanto da raccontare le strade che ho attraversato, le persone che ho incontrato e contare i caffè che ho bevuto. Scrivere e ancora scrivere, scarabocchi della mia vita che si intreccia con quella degli altri. Che si piega e si dilunga per metri e metri. Chi ne vuole un pezzo? Potrei venderla al trancio come in un fast-food. Promozione: fascia 12-15 anni a metà prezzo! Chi la vorrebbe la vita di un altro? Tutti. Si, tutti. No, non tutti. I saggi son quelli che la vita l'apprezzano gustando ogni singolo ricordo. I pazzi son quelli che assaporano anche i momenti brutti come sapori d'oltreoceano. Io li preferisco.

1 commento:

Lara ha detto...

...la sensazione di percepire ancora precisamente ogni piccolo particolare...persino il freddo di una sera di gennaio e il ruvido di un muro di mattoni di una vecchia cascina...momenti belli e brutti che si mescolano e che rendono grande questa vita...

Grazie per il tuo messaggio...è stato molto apprezzato!


Destruction of the Army of Sennacherib

Destruction of the Army of Sennacherib
Sennacherib, in lingua accadica " Sin (Il Dio della Luna) ha preso mio fratello al mio posto" . Dal secondo Libro dei Re, Cap. 19: "..in quella notte l'angelo del Signore scese e percosse nell'accampamento degli Assiri 185.000 uomini."