lunedì 6 dicembre 2010

Eresia d'amore

Sto facendo i conti con le bestie che non si possono udire. Quelle che il mondo non vuole vedere.

Sembra sia impossibile e contro ogni ragione che certe cose possano capitare. Non cerco di farti cambiare idea. La condivido. ma senza anestesia, fa davvero male. Sai anche tu quanto.

Abbiamo tutte le motivazioni su di un piatto e la logica ci dà ragione.

Ma faccio in fretta a capire che son castelli di carta davanti ai tuoi occhi.

Prima di raggiungerti pensavo solo voglio sentirla ancora, ancora una volta, la tua voce. Oppure il tuo silenzio, mentre mi accarezza il petto e io sento il peso della tua testa.

Chissà quanti angeli volano nella tua testa. Chissà quanti mostri la spaventano. Vorrei entrarci e darmi in pasto a loro. In cambio ti lascerebbero libera. Finalmente.

Non sono bravo a bere dalla brocca della felicità se so già che la mia bocca è arida. Forse meno di te. La mia faccia dice sempre tutto di me. E spesso mi assento per nascondermi in sogni che non si avvereranno mai.

Mi sento stupido anche a scriverti qui, in questo modo e a regalarti solo parole prima di partire. E' che le espressioni contano. E nemmeno pronunciare parole, tempo dopo, serve a conservare la loro anima. Scrivere diventa inutile senza espressione.

Come si fa a leggere la pagina di un libro con l'espressione esatta? Per quanto puoi scrivere il tuo stato d'animo, dentro semplici parole, nessuno riuscirà a ridarle la loro intensità.

Sempre stupido, è cercare di ignorarti, perchè riesci a trovarmi anche nei sogni. Anche li dove uno dovrebbe sentirsi al sicuro, riesci a scovarmi.

Sono mai entrato nei tuoi sogni? Non dico in senso temporale. mi chiedo solo se mi hai sognato qualche volta.

Mi piace pensare che in quei sogni eravamo in due, che pur distanti siamo riusciti a percorrere insieme l'universo.

La coincidenza delle cose era quello che mancava ad Enstein per buttar giù in una formula di 3 variabili, il significato di un Dio che gioca a nasconderci il vero panorama.

Ho una piccola fiamma dentro di me che divora fuoco come milioni di vulcani. Una fiamma eterna che sono sicuro lascerà la sua luce anche dopo il nulla. Ed è tutta tua. Tuo anche il merito.

Devo chiederti scusa. Stavo cercando di nascondere i ricordi. Ma quelli se ne tornano su come galleggianti sull'acqua. Puoi spingerli in fondo quanto vuoi. Ma torneranno sempre su. E' un tempo che è andato. Non mi avevano detto però che crescere voleva dire diventare più stupidi.

Credo in un dio che mi ha portato a te. E credo in un Dio che mi mette alla prova. Ma non sono stato molto riconoscente con lui e spesso non ho mantenuto i patti. Una promessa è una promessa. Quante non ne ho mantenute? Egoisticamente dico che non lo so. Ma so che porti il conto per me. E' che continuo a sognare, ma a volte non mi accorgo di sognare troppo. Finisco dentro a quel sogno e non ne esco più fino a quando la realtà non mi violenta. E' questo il ciclo.

La distanza ci ha distrutto. Purtroppo non ne abbiamo accettato le soluzioni. Ed è meglio non entrare nel merito. Non è tutto quello che avevo da dire ma mi sono dilungato troppo e, in fondo, sono parole che resteranno parole dopo, e se, averle lette.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Saranno anche parole..ma ne è valsa la pena leggerle..
Ciò che si legge, spesso non ha un significato univoco...ognuno ha un proprio filo conduttore nella mente... Ma è strano, porsi delle domande e ''trovare'' ciò che può apparire quasi una risposta, in un post di uno sconosciuto, pubblicato su un blog di cui non si conosceva l'esistenza..e a cui si è arrivati tramite una lunga serie di link...COINCIDENZE....

@ngelo ha detto...

E' davvero "strano", e "bello" quando succede...le coincidenze muovono il mondo e sono sempre stato convinto che anche il CAOS, per quanto dovrebbe farci immaginare l'inimmaginabile, abbia la sua piantina di bordo sul cruscotto...ad ogni viaggio :)


Destruction of the Army of Sennacherib

Destruction of the Army of Sennacherib
Sennacherib, in lingua accadica " Sin (Il Dio della Luna) ha preso mio fratello al mio posto" . Dal secondo Libro dei Re, Cap. 19: "..in quella notte l'angelo del Signore scese e percosse nell'accampamento degli Assiri 185.000 uomini."