mercoledì 18 luglio 2007

#Perso in me



C'è un momento in cui il resto non esiste, ciò che è pieno diventa vuoto, il vento non trova ostacoli contro cui frangersi e le foreste diventano deserti da percorrere. C'è un momento in cui quello che sta fuori del tuo corpo non ha più alcun valore e dentro ti accorgi di un universo mai solcato neanche dal suo unico abitante: tu. E ti accorgi che tutto quello che vuoi sapere non è fuori ma è all'interno, nel guscio di quell'uovo, che adesso non resta che entrarci, iniziare a viaggiare alla scoperta di se stessi. Ricordo ancora quando lessi per la prima volta queste parole "M'illumino d'immenso" e pensai a quanto bene comprendevo il loro significato, nulla in confronto a come adesso l'immagine diventa più nitida. Adesso si sta come si può stare quando hai davanti agli occhi un' immenso deserto su cui il sole batte senza paura, che sta lì mosso come mare dal vento. Inizi a camminare, vuoi far parte del tutto, capire a cosa serve, fino all'ultimo granello di sabbia ma passo dopo passo il terreno sotto di te sprofonda e i tuoi piedi diventano pesanti. Potresti annegare e non riuscire più a respirare. Niente in questa vita è facile e tutto va raggiunto con fatica e sudore, con il rischio di arrivare a pochi centimetri dalla vetta e posare il piede su una pietra poco stabile, cadere in giù, scivolare in obliquo ed essere costretto a rifare tutto da capo. Pensi di aver preso la strada giusta e di essere arrivato quasi all fine, invece dietro la strada ce ne un'altra e un'altra e un'altra ancora. Deve provare la stessa cosa un pugile quando prende in piena faccia un pugno e la sua stabilità va a farsi fottere, compromettendo tutto quello che aveva costruito sul ring fino a quel momento. In quegli istanti ti chiedi "cosa è successo?" e ti perdi nel buio o nella confusione stile traffico il 15 d'agosto, nei migliori dei casi.
L'importante è che, per quanto dura possa essere, un giorno anch'io e tutti quelli che non restano mai troppo a lungo a terra, riusciremo a vedere l'alba del sole sorgere dentro.

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Destruction of the Army of Sennacherib

Destruction of the Army of Sennacherib
Sennacherib, in lingua accadica " Sin (Il Dio della Luna) ha preso mio fratello al mio posto" . Dal secondo Libro dei Re, Cap. 19: "..in quella notte l'angelo del Signore scese e percosse nell'accampamento degli Assiri 185.000 uomini."